La pellicola a spicchi: 2° Spicchio



Ciao a tutti, sono tre volte che provo a scrivere una sorta di introduzione, ma non mi viene in mente niente. Quindi ho deciso di passare direttamente a parlare di due film spettacolari (specialmente il primo che lo potrei vedere all'infinito) : 



Regia: Ron Shelton
Durata: 115'
Anno: 1992

Billy Hoyle (Woody Harrelson) è un giocatore che ha perso la sua occasione per entrare nel basket professionista e in compenso si ritrova con un grande debito nei confronti di due malviventi locali.

Decide cosi di trasferirsi con la sua ragazza, Gloria, a Venice Beach e mentre lei studia per cercare di partecipare ad un quiz a premi, lui cerca di portare a casa un po' di soldi sfidando i giocatori nei playground della città.

I primi soldi arrivano con la vittoria contro Sidney (Wesley Snipes), uno dei migliori giocatori di Venice Beach, che dopo la partita si presenta a casa di Billy offrendogli un modo per fare più soldi velocemente, ovvero giocare in coppia e sfruttare il pregiudizio razziale della gente di colore per la quale i bianchi sono considerati scarsi giocatori di basket.

Mi fermo a questo punto con la piccola recensione perché da qui in avanti comincia veramente il film con le sue situazioni improbabili, il trash talk dei campetti, il problema delle scommesse di Billy, le sfide... insomma: vedetevi questo film. E BASTA.

Nel titolo è linkata la sfida tra Billy e Sidney... Da non perdere...




Regia: Spike Lee
Durata: 134'
Anno: 1998

Il film gira intorno al rapporto complicato tra Jesus (Ray Allen) e il padre Jake (Denzel Washington) al quale viene offerto un modo per uscire prima di prigione ovvero convincere il figlio ad iscriversi all'università del governatore dello stato. Per fare ciò con una farsa viene fatto uscire di galera per cercare di portare a termine la sua parte dello scambio.

Per quanto riguarda Jesus, lui è la miglior promessa del basket nazionale e tutti i college del paese cercano di convincerlo a giocare per le loro squadre.

Jake una volta uscito di galera cerca di parlare con il figlio che lo respinge sempre. In tutto ciò conosce nello stabile in cui vive Dakota (Milla Jovovich), una prostituta della quale si innamora e che cerca di aiutare come può.

La scena principale è l'uno contro uno tra padre e figlio nel quale si decidono le sorti di Jake.

Riuscirà il padre a convincere il figlio a giocare per la squadra dell'università del governatore dello stato? O la loro relazione complicata avrà il sopravvento portandolo a scontare tutta la sua pena in prigione?


Buona visione.


Carlo
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Come lo spiegherei al mio cane... se lo avessi




Bene, sembra sia giunto il momento di aumentare il livello di entropia del web... Mi accingo quindi a scrivere il primo articolo della MIA sezione e, visto che quelli delle altre sono stati fino ad ora fin troppo seriosi, mi sento in obbligo di spezzare la tensione mandandovi, prima di tutto, comodamente a cagare.

Chiarite quindi le velleità nonsense e trash dei miei post, presenti e futuri, possiamo anche passare oltre.

Di cosa parliamo oggi? Trollface, la morte di Justin Biber, io che sogno di cantare Awimbawe davanti ad un pub?? Purtroppo no... mi dispiace ma non parleremo di nessuno di questi tre argomenti, anche se prometto di rilasciare una versione "canta con me" di Awimbawe.

Vorrei iniziare la mia rubrica (che bel termine gaio) con una domanda "alla pene di segugio" :
Perché il cielo notturno è nero?

Per quei pochi che stanno continuando a leggere vorrei dirvi che nessuno sarà orgoglioso di voi per questo, ma avete comunque vinto una copia gratuita del mio "canta con me" con Awimbawe.

Tornando a bomba alla domanda, premettiamo che essa non è affatto banale e né completamente stupida, anzi, se vorrete pavoneggiarvi al bar  potrete dire che questa domanda è all'origine del "famoso" Paradosso di Olbers!

In effetti sono sicuro che uno smodato numero di voi si sia chiesto il perché, se è vero che le stelle sono praticamente infinite, il cielo notturno non è bianco invece di nero, dovendo esserci almeno una stella per punto?

Prima mi sembra giusto punire la vostra perseveranza parlando prima di quelle che sono state le diverse soluzioni a questo temibile problema date nel passato. Esse sono:

  • La prima; cara soprattutto ai più fanatici delle sacre scritture, ed elaborata probabilmente da un branco di scimmie, prevede che in realtà il cosmo non sia affatto infinito, nemmeno virtualmente, anzi esso sarebbe estremamente limitato. Il cielo nero verrebbe quindi giustificato da una carenza effettiva di stelle, il tutto condito con una bella dose di geocentrismo.
  • La seconda; anch'essa balenga, ipotizza che tale carenza di luminaria sia dovuta ad un cosmo fortemente "inquinato" ove copiose nebulose oscurano la radiazione luminosa proveniente da buona parte delle stelle. Tale teoria potrebbe apparire seducente ma, in realtà, è fallace, a causa della Radiazione di Corpo Nero, che prevede una riemissione della stessa quantità di luce, una volta scaldatesi, da parte delle nebulose.
La soluzione più recente abbandona, invece, quei presupposti erronei che portano poi ad un epicfail nella formulazione di una risposta, e presuppone quindi che : l'universo non è infinito ed esiste da un tempo limitato e, soprattutto, la velocità della luce è finita! In pratica vuol dire che non abbiamo accesso a tutta la radiazione luminosa presente nel cosmo in quanto essa deve ancora arrivarci.
Prendendo ad esempio una ipotetica galassia situata a 14 miliardi di anni luce da noi, e supponendo che essa abbia cominciato ad emettere nel visibile 10 miliardi di anni fa, dovremo aspettare ancora altri 4 miliardi di anni per poterne ricevere le prime radiazioni. Inoltre, stelle e galassie, hanno una data quantità di energia che possono emettere prima di spegnersi, quindi, mano a mano che ci arriva radiazione da sempre più lontano, le sorgenti più vicine si saranno già spente, limitando il numero totale di stelle visibile nell'universo.

Va poi aggiunto che anche supponendo un universo con infinite galassie non si avrebbe comunque un cielo notturno completamente illuminato a causa dello spostamento verso il rosso (redshift). Le sorgenti più lontane si allontanano da noi osservatori con velocità prossime a quelle della luce, e così come l'effetto doppler rende grave il suono delle sirene della ambulanze in allontanamento, qui distorce la radiazione luminosa abbassandone la frequenza fino a renderla impercettibile all'occhio umano.

Ovviamente il tutto è frutto di un estenuante copia/incolla e di "googlate a nastro" (termine caro soprattutto alla nostra unica redattrice) e, non essendo la fisica un discorso da Bar/Blog, voglio subito mettere le mani avanti dicendo "Ma è il mio primo giorno..." (.cit).

Se non verrò censurato né reso inerme prima vi titillerò nuovamente i gangli nervosi nel prossimo articolo, con una storia spaziale molto romantica.

Giobba

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La pellicola a spicchi: 1° Spicchio



Salve a tutti, nei prossimi post vi parlerò di alcuni film che hanno come tema principale il basket. Nel caso in cui non vi interessi questo sport ve li consiglio lo stesso perché secondo me andrebbero visti anche solo per la storia dei personaggi trattati o per la sola bellezza in se per se del film stesso. 
Inizio questa serie di post con una pellicola che ho visto recentemente ovvero:

Rebound: La vera storia di Earl "The Goat" Manigault:


Il film parla della vita di Earl Manigault, il re del playground newyorkese - forse il più grande giocatore di sempre - ma che purtroppo per problemi di droga non ha mai calcato il palcoscenico più importante a livello cestistico dell'epoca ovvero l'Aba.
The Goat è diventato una leggenda, sia per quello che sapeva fare in campo, sia per quello che ha fatto per i ragazzi del suo quartiere, Harlem.
Per quanto riguarda il rettangolo di gioco stiamo parlando di una ragazzo che non schiacciava, bensì volava e lo dimostrava la facilità con la quale prendeva i centesimi di dollaro appoggiati in cima al tabellone del canestro (altezza del Re 183cm, monetina 395cm. E ho detto tutto).
Dal punto di vista sociale, una volta uscito dal tunnel della droga, decide di rimettere in piedi un campetto di Harlem per far riavvicinare i ragazzi al basket e cercare cosi di sconfiggere la tossico dipendenza.
Buona visione.

Carlo
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Il lato sconosciuto del mostro



Fin'ora quando si parla di World of Warcraft, da spettatore esterno e soprattutto per chi non è dell'ambiente, lo si è sempre criticato considerandolo come una sorta di nuova droga, un tunnel nel quale una volta entrato era impossibile uscirne, o addirittura una sorta di mostro dal quale ci si deve star alla larga. Più volte nella sua misera storia sono successi dei fatti che rasentano l'assurdo e l'incredibile, come chi si è suicidato per non aver ottenuto o perso la sua bellissima spada magica virtuale, madri che si sono scordate del proprio neonato per passare giornate intere davanti al computer a giocare lasciandoli morire di inedia, ragazzi pagati per giocare 24 ore su 24, e tanto altro ancora. Questa volta però è solo grazie a questo "mostro" che si è potuta fare giustizia e catturare due ragazzi che hanno ucciso una propria coetanea, data per dispersa da più di un anno. I due tramite la chat del gioco, avrebbero discusso vantandosi dell'accaduto con un loro amico in gioco (nello specifico un co-gildano), il quale shockato oltre a salvare delle immagini dell'intera conversazione ha contattato immediatamente un'amministratore del gioco per denunciare il fatto. In seguito grazie alle grandi potenzialità dell'assistenza tecnica del gioco, si è potuto risalire alle precedenti conversazioni dei due ragazzi per verificare e confermare l'omicidio. Perciò almeno per questa volta bisogna ammettere che il "mostro" è risultato utile per una buona azione, e che i soldi spesi per migliorare e ottimizzare l'assistenza tecnica e l'amministrazione, sono stati investiti bene e hanno permesso di rendere giustizia alla povera ragazza assassinata.

Qui trovate l'articolo originale: Articolo originale di Vanity Fair


Alex
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Pancake in 5 mosse



Hola tanto per cambiare argomento vi illustro l'ultima prova culinaria intrapresa da me e la mia ragazza ovvero Pancake alle mele e cioccolato!!!!

Iniziamo dagli ingredienti per 4 persone:

225g di farina
1½ cucchiaino di lievito
5 cucchiai di zucchero
1 uovo
15g di burro fuso
300ml di latte
1 mela
50g di gocce di cioccolato

poi a scelta sciroppo d'acero, nutella o marmellata






Preparazione:

  1. Mettete in una ciotola la farina e il lievito andando poi a formare un piccolo buco al centro. Aggiungere l'uovo, il burro fuso e un po' per volta il latte, mescolate fino ad avere una pastella.
  2. Grattugiate la mela e aggiungetela all'impasto insieme alle gocce di cioccolato.
  3. Riscaldate una padella antiaderente (meglio se di ceramica), ungetela leggermente con un po' di burro e versate un paio di cucchiai di impasto a pancake.
  4. Fate cuocere l'impasto finché non vedete sulla superficie del pancake alcune bollicine, giratelo e cuocetelo per un altro minuto.
  5. La parte che preferisco, impilatene 3 o 4 e avanti con la nutella o sciroppo d'acero o marmellata.

Nel caso della nutalla io una spolverata di zucchero a velo gliela darei...

Consiglio per tenere in caldo i pancake man mano che li fate impilateli mettendo in mezzo uno pezzo di carta forno in modo da non farli attaccare.

Buona abbuffata!!!

Carlo
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Londra | 1° Puntata | Come arrivare



Eccoci qui per un nuovo appuntamento con Sweet Landing!

Questa volta vi parlerò della mia passione più grande, Londra. Sebbene ci sia stata 4 volte, la nostra conoscenza è ancora all'inizio, ma credo di poter condividere con voi quel poco che so e che mi ha decisamente entusiasmato. 

Nei prossimi post mi soffermerò su 4 argomenti: come arrivare, cosa vedere, dormire, e shopping.

Come arrivare

Il modo migliore per arrivare a Londra è prendere l'aereo: fortunatamente molte compagnie low cost coprono la tratta Roma-Londra, come Ryanair e Easyjet. Consiglio sempre di acquistare i biglietti con largo anticipo: un biglietto a/r prenotato qualche mese prima o durante un periodo promozionale può costare solo 50-60 euro! La prima compagnia, Ryanair,  collega Roma con l'aeroporto di Stansed, da quale consiglio vivamente di prendere il treno per arrivare in centro città, lo Stansed Express (clicca qui per il sito web). Easyjet invece atterra all'aereoporto di  Gatwick, da quale, allo stesso modo, consiglio il treno per arrivare in città (clicca qui per il sito web). Una volta arrivati con il treno ad una delle stazioni metro, il miglior modo per risparmiare tempo e denaro è acquistare una travel card giornaliera off peak (ossia valida dalle 9.30 di mattina dal lunedì al venerdì, e tutto il giorno il sabato e la domenica) zone 1 only (a meno che la vostra sistemazione si trovi fuori la zona 1)  al prezzo di £6.60 che vi permetterà di viaggiare su tutte le metro e tutti gli autobus. E' disponibile anche la versione settimanale a £27,60. Secondo me il modo migliore per visitare Londra è girare a piedi e prendere l'autobus: dal secondo piano di questo infatti, prendendo i primi posti davanti, si può godere di una vista spettacolare, in particolare su quelli che effettuano percorsi particolari come, ad esempio, l'11 che passa per Trafalguar Square, Big Ben, Parliament, Westminister Abbey & Cathedral, St. Paul's Cathedral. Vi sconsiglio vivamente di prendere i bus panoramici con le guide turistiche, a meno che non abbiate davvero poco tempo per vedere tutto. 

Per chi non lo sapesse inoltre, dalla stazione dei treni St. Pancras di Londra parte un treno che arriva a Parigi in 2 ore e un quarto: i biglietti sono acquistabili su internet già da Roma, su questo sito, e i biglietti possono costare anche 75 euro (a/r) se prenotati in anticipo: lo considero un buon modo per arricchire il proprio viaggio non spendendo una fortuna e senza i tempi d'attesa dell'aereo.

Alla prossima puntata!

Martina
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Libri a canestro



Rieccomi qui a scrivere qualcosa che spero possa interessarvi. In questo post vi volevo consigliare un paio di libri che trattano aneddoti relativi a giocatori o comunque personaggi che ruotano intorno al basket statunitense.


Il Primo è Black Jesus: The Anthology  di Federico Buffa.
Questo libro penso che lo debbano leggere tutti coloro che sono appassionati di basket e della nba. 
La cosa più bella del libro è il modo in cui l'autore racconta questi aneddoti usando una dialettica che a me personalmente fa letteralmente godere... Per farvi capire vi posto un paio citazione delle sue telecronache che troverete nella parte finale del libro:
... Lamar Odom che ha detto: "Ho sperimentato la marijuana". Si, ma come noi sperimentiamo i gusti dell'Hagen-Dasz però...
... Shaq, poi, essendo cresciuto nel New Jersey, è uno che da piccolo, nelle serate di Halloween, quando andava a presentarsi per il trick or treat, dolcetto o scherzetto, si sentiva rispondere: "Ma vai a lavorare che c'hai 20 anni..." Nooooooo, ne aveva solo 11. Solo che era 1 e 95!!...
Già che ci sono vi posto anche un video per farvi capire ancora di più di cosa parlo, tra l'altro è il filmato che preferisco dato che si riferisce al mio giocatore preferito Dirk Nowitzki. Buona visione

Il secondo libro in uscita il 15 novembre è Shaq Uncut: My Story, autobiografia di Shaquille O'Neal  uno dei centri più dominanti della storia del basket, personaggio simpatico e stravagante (basti pensare ai sui innumerevoli soprannomi: Superman, Diesel, The Big Aristotle, Shaq...) ma che sa anche mettere tutti al loro posto con dichiarazione taglienti, e questo libro sembrerebbe far parte della sezione "Maceti".
Questo è il link dell'articolo di Davide Chinellato sulla gazzetta dello sport nel quale troverete qualche anticipazione sulle dichiarazioni dolci che ha scritto Shaq verso i suoi ex compaghi si squadra Kobe Bryant e LeBron James.
Anche su questo personaggio mi sento in dovere di postarvi un filmato che dimostra di che personaggio stiamo parlando... Naturalmente con il commento di Federico Buffa e Flavio Tranquillo :D


Prossimamente parlerò ancora di basket ma dal punto di vista cinematografico illustrandovi alcuni film, anzi parleremo di veri e propri capolavori.
                                                                                                                          Carlo
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