La pellicola a spicchi: 4° Spicchio



Ed eccoci arrivati all'ultimo spicchio di questa rubrica. Se conoscete altri film che trattano di basket vi invito naturalmente a lasciare un commento alla fine di questo post.



Ho lasciato per ultimi due film che portano con loro un messaggio molto importante: lo sport unisce, e per questo può far succedere cose che si pensavano difficili o impossibili da realizzare.
Il primo film è basato su una storia vera,  mentre il secondo - per i suoi contenuti culturali e storici - è stato scelto nel 2001 per far parte del United States National Film Registry della Biblioteca del Congresso.


Regia: James Gartner
Durata:118'
Anno:2006

Il Coach Don Haskins (Josh Lucas) ,dopo essersi fatto male ad un ginocchio, decide di iniziare ad allenare. Un giorno, mentre allena una squadra di basket femminile, riceve una telefonata dal Texas Western College, che gli propone di allenare la sua squadra di basket maschile che parteciperà al campionato nazionale (Ncaa).
Don accetta immediatamente, ma presto si troverà di fronte una situazione diciamo non comodissima. In Texas il basket è il fratello sfigato dell football americano, quindi significa pochi soldi per il reclutamento dei giocatori.  Ma soprattutto viene catapultato in una società e in un periodo (siamo nel 1966) dove le persone di colore non sono proprio viste benissimo, anzi tutt'altro.
Don inizia il reclutamento ed ingaggia alcuni ragazzi di colore. La sua quadra finale sarà composta da metà giocatori di colore e metà bianchi.
Riuscirà ad amalgamare le diverse anime? Come reagirà la cittadina? E, cosa non trascurabile, riuscirà a vincere schierando in campo anche i giocatori di colore?


Regia: David Anspaugh

Durata: 115'
Anno: 1986

Norman Dale (Gene Hackman) - un allenatore di basket che è lontano dai campi da più di 10 anni - un giorno riceve una chiamata da un suo amico che gli chiede di allenare la squadra della sua scuola nell'Indiana.
Dale accetta, ma subito si trova a dover difendere le sue idee di gioco e metodi di allenamento con la comunità locale non è molto avvezza ai cambiamenti.
L'altro personaggio su cui ruota il film è Jimmy Chitwood, un ragazzo che dopo la morte dell'ex allenatore considerato da lui come un padre, decide di non giocare più a basket. Jimmy è però considerato da tutti il giocatore più forte della scuola.
Dale riuscirà a convincere Jimmy a tornare a giocare? Come andrà a finire il campionato statale?

Buona visione.

Carlo
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Cambiare vita




"Un vero viaggio di scoperta non è cercare nuove terre, ma avere nuovi occhi."  Marcel Proust

Cambiare punto di vista talvolta può essere disastroso. Può più o meno risultare così:



A flashlight

Isn't quite sunlight
But any light at all seems bright
When you're looking in the dark



(All is Relative, Gavin Degraw)




Nel momento in cui te ne accorgi perdi ogni certezza. Ti senti come se qualsiasi scelta tu possa prendere da lì a poco, sia priva di fondamenta e giustificazioni. Allora ti chiedi se il torto appartenga a te. O a ciò, o a chi, ti circonda. Ma giusto e sbagliato cessano di esistere.



E allora ti chiedi se è giusto voler partire a tutti i costi. E ti chiedi se la scelta che hai fatto l’hai fatta con la pancia, con il cuore, o se sia solamente l’unica opzione che avevi. Se in realtà non lo vuoi davvero se non in quei momenti in cui sei stufo di vedere ciò che hai attorno. Io sinceramente mi stufo talmente spesso e presto delle cose, che mi accade sempre. Ma ti trovi in quel pezzettino di mare in cui ti devi tenere a galla solo con la forza delle tue braccia e delle tue gambe, perché il primo appiglio non si vede ad occhio nudo. Puoi solo immaginarlo e costruirlo con la tua mente, a partire dalle tue sensazioni, che diventano solida terra sotto ai tuoi piedi. E anche se solo ragionando si arriva all'assoluta, o almeno parvenza di, perfezione, per le questioni di cuore (non nel senso strettamente letterario del termine) forse dovresti scendere da chi ne sa di più.

Quindi fai quello che ti dice la pancia. Insieme al cuore. E si fottano gli inutili ragionamenti del cazzo.
Partite e trovate voi stessi, potrete sempre tornare indietro, non credete a chi dice che non è così.

Martina 


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Londra | 2° Puntata | Cosa vedere



When it's three o'clock in New York, it's still 1938 in London. Bette Midler


Come vi ho spiegato la scorsa puntata, la mia conoscenza di Londra è ancora all'inizio, ma mi sento di suggerirvi alcuni posti che mi sono rimasti nel cuore.  


Se avete la fortuna di poterla visitare nel periodo natalizio, uno dei luoghi e degli eventi a cui non potrete assolutamente mancare è la pista di pattinaggio sul ghiaccio che viene allestita ogni anno sotto il museo di Storia Naturale: vi assicuro che è emozionante scivolare sotto le luci di Natale, di notte, e potersi "riprendere" dalla fatica subito dopo con un megamuffin  presso il bar allestito per l'occasione.




Un altro posto che merita menzione è il Green Park, forse meno conosciuto e frequentato rispetto ai più regali Hyde Park e St. James Park, ma proprio perchè più selvaggio e meno turistico è il parco più amato dai Londoners e merita una visita:  una volta varcato il grande cancello vi sentirete immersi in un luogo molto diverso e lontano dalla vie dello shopping Londinese, sempre affollate. 

(nella foto, the Rolling Stones in Green Park, London)

Non mi piacciono i musei e sono d'accordo con Paulo Coelho quando dice "Accade molto spesso che ci si senta obbligati a visitare i musei perché, fin da piccoli, si è imparato che viaggiare significa ricercare questo tipo di cultura (...)". Tuttavia la National Gallery a mio avviso non rientra tra la lista degli "obblighi", quanto in quella dei piaceri! Innanzitutto l'entrata è gratuita, come in tutti i musei di Londra. Si richiede solo un'offerta di un pound per la piantina del museo, comunque sia non obbligatoria. L'edificio al suo interno, specialmente nei Saloni Barry in stile neo-rinascimentale, merita anche più dei quadri che vi sono esposti, e vi fanno sentire "a casa" mentre ammirate le opere di grandi artisti, come una delle versioni del "Vaso con quindici girasoli" di Van Gogh. Una volta finito il tour (che consiglio vivamente di personalizzare a seconda dei gusti artistici), tornate ad affacciarvi su Trafalgar Square ed alzate gli occhi verso la statua di Nelson: non tutti sanno che  nel 1843, al termine dei lavori del monumento, gli operai che parteciparono alla sua costruzione festeggiarono l'evento pranzando in cima al capitello della colonna. 



Questi sono solo alcuni dei miei luoghi del cuore ma, per esigenze di tempo e spazio, vi devo lasciare con appuntamento alla prossima puntata.

... Non dimenticatevi però, se vi trovate a Londra e dopo aver a lungo camminato-visitato-girato, di fermarvi da Paul (ve ne sono davvero tanti in giro per Londra) per un buon tè ed una fetta della Moelleux Citron o Chocolat :) 




Alla prossima puntata!!

Martina da
Sweetlanding.com
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Back to the Nba



Oggi è proprio una bella giornata. Decisamente una bella giornata. Inizia subito con una notizia che non mi sarei mai aspettato... Per natale ricomincia la NBA §:o).
News che mi ha preso completamente in contropiede. Sapevo che ci sarebbe stato un incontro nella nottata italiana, ma onestamente mai avrei pensato che trovassero un'accordo dopo tutti questi mesi passati a vedere i giocatori e i proprietari giocare a "chi ce l'ha più grosso" tra questioni di ripartizione del BRI, hard cap, MLE... Comunque - sia lodato questo giorno - dispiace vedere partire tanti giocatori che si erano trasferiti in europa durante questo lockout, ma a mio avviso meglio avere una stagione con tutti i giocatori piuttosto che vederne solo alcuni giocatore in europa o in altri paesi (vedi la Cina che non so quanto facilmente farà tornare in patria i vari Chandler, Smith, Martin..). Tornando alla Nba, se tutto va bene i traning camps inizieranno il 9 dicembre con la prima partita della stagione fissata per il 25 dicembre e regular season composta da 66 partite.
Cosa più importante, finalmente potrò vedere la cerimonia dell'anello dei miei amati Dallas Mavericks capeggiati dal proprietario più pazzo del mondo il Sig. Mark Cuban (account twitter @mcuban) e dal Pf con il tiro più immarcabile della nba - e forse di tutti i tempi - Dirk Nowitzki (account twitter @swish41).



Carlo
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Who's that girl? It's Jess!





Jess Day (Zooey Deshanell) è una ragazza eccentrica, piena di vita e con indosso degli enormi occhialoni nerd-geek-indie chic. Quando scopre il tradimento del fidanzato, decide di abbandonare la casa in cui i due vivono assieme e di iniziare una nuova vita. Rispondendo ad un annuncio su internet si trova ad essere la nuova coinquilina di un appartamento abitato da tre ragazzi: Shmidt (il tipico palestrato sciupafemmine), Winston (un giocatore di basket) e Nick (un barista). La loro vita da questo momento in avanti non sarà più la stessa. Il ciclone "Jess" è pronto ad abbattersi sui tre amici.

Questo è l'input di New Girl, la nuova serie targata FOX, da settembre in onda ogni martedì sera alle 21.
La sitcom (che però non prevede la formula dell'utilizzo di risate di sottofondo registrate!), può vantare due record non indifferenti: il suo episodio pilota è stato lanciato con circa due settimane di anticipo rispetto alla diretta televisiva sulla piattaforma ITunes di Apple, dove era scaricabile gratuitamente; inoltre - una volta in onda regolarmente sull'emittente americana - ha fatto registrare lo share di ascolti più alto degli ultimi dieci anni per quanto riguarda un prima pilot trasmesso dalla FOX.
Inutile nascondere che un punto di forza della serie è la presenza di Zooey Deshanell, che è riuscita a creare un personaggio molto particolare. Nel bene e nel male.
La Deshanell - attrice (500 Days Of Summer, Almost Famous, Yes Man, Your Highness), cantante (è la cofondatrice del gruppo indie folk She & Him che rilascerà a dicembre un nuovo terzo album di sole cover natalizie), modella e scrittrice (ha da poco fondato il blog http://hellogiggles.com/) - ha seguito la strada intrapresa dai suoi colleghi come Alec Baldwin, Steve Buscemi, Jim Belushi e Tim Roth. Questi ultimi, difatti, sono attori famosi che hanno spostato la loro attenzione dal cinema al piccolo schermo, risultando molto apprezzati per le loro interpretazioni nelle rispettive serie tv 30 Rock, Boardwalk Empire, La vita secondo Jim e Lie To Me.

Nonostante una prestazione fin troppo "strabordante" nei primi due episodi, ora Zooey sembra aver "capito" a pieno Jess e, giunti alla quinta puntata, riesce a condurla in maniera egregia attraverso le avventure che capitano all'insolito quartetto di amici (perchè non far scongelare il tacchino per il thanksgiving riscaldandolo dentro una lavatrice??)

La serie, che prevedeva inizialmente 13 episodi, è stata allungata ad un totale di 24 per questa prima stagione, su richiesta della stessa emittente FOX. Nell'episodio pilota il terzo coinquilino dell'appartamento era Coach, interpretato da Daymon Wayans. Quest'ultimo ha però dovuto abbandonare il set a causa della conferma di una seconda stagione del telefilm Happy Ending, nel quale interpretava un personaggio fondamentale alla trama. Il suo posto è stato preso da Wiston, spiegandosi con il fatto che fosse lui il vero coinquilino e che Coach ne avesse semplicemente subaffittato la stanza.
Nell'ultima puntata trasmessa lo scorso martedì 22 novembre ha fatto il suo ingresso anche il famoso attore Justin Long (Die Hard), nel ruolo di vecchio compagno di scuola di Jess e sua possibile nuova fiamma. Che sia solo l'inizio di alcune partecipazioni straordinarie, come le serie televisive americane ci hanno sempre insegnato?

                                                                                                                                          Niko




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Match Point (scusa Woody)



Ma sì! Scriviamo un post. Oggi sono su di giri per via della vena "sceneggiaturante"... "sceneggiatorevole"... vabbé la vena che mi fa scrivere la maledetta sceneggiatura del cortometraggio che voglio girare entro fine Marzo e che funziona piuttosto bene!
A tal proposito emetto il mio primo vagito in loco con un argomento che poco, anzi nulla c'entra con quanto appena scritto sopra: la Fortuna.
Parola che indica l'astratto concetto secondo il quale ogni accadimento o concatenazione di eventi aventi al culmine due o più effettive possibilità di attuazione, porterebbe alle varianti positive di tale termine.
Chi non ha capito tre parole in croce alzi la mano. Prego anche chi ha perfettamente chiaro quanto suddetto, di sollevare una mano. Bene, ora che sembrate tutti bei "pizzardoni" (termine utilizzato a Roma per indicare il vigile urbano intento a dirigere il traffico ndr.), io vi dico che avete sollevato la mano destra. Se questo fosse vero, la Fortuna mi avrebbe "sorriso", e ciò si riallaccerebbe al precedente enunciato esplicativo con un'efficacia sconcertante. In questo caso io ho avuto il 50% di possibilità di indovinare quale braccio avreste sollevato (in realtà essendo i mancini solamente il 7-10% della popolazione mondiale adulta, la percentuale sarebbe molto più alta) essendo noi esseri umani dotati di sole due braccia. Ora, dove voglio arrivare con tutto questo preambolo? Fondamentalmente a nulla.
La vita si basa sulla Fortuna che ognuno di noi ha la possibilità di indirizzare a proprio favore. Machiavelli la paragonava ad un fiume straripante i cui argini possono essere costruiti a proprio favore dall'uomo duttile e dotato d'intelligenza previsionale.
Woody Allen (dal quale ho rubato a mani basse il titolo del post) l'esemplifica con una pallina da tennis che, durante il match point (punto che vinto determina la vittoria in una partita di tennis), rimbalzando sul nastro della rete riceve una spinta verso l'alto, se la pallina cade al di là si vince, altrimenti si continua.
Ma la Fortuna è totalmente casuale? No, per quanto mi riguarda. La Fortuna la incontriamo ogni giorno, abbiamo la possibilità di indirizzarla verso di noi ogni secondo semplicemente vivendo determinate situazioni. Non si può vincere al superenalotto se non lo si gioca mai, o credere di avere successo nella propria vita semplicemente attendendo che qualcosa accada o cambi.
Con questo vi lascio una citazione che più volte mi ha aiutato nelle situazioni in cui la mia determinazione si è incrinata, tratta da un film meraviglioso di Peter Weir con Robin Williams: Dead poets society (L'attimo fuggente in italia).

"Cogli l'attimo, cogli la rosa quand'è il momento"... Perché il poeta usa questi versi? Perché siamo cibo per i vermi, ragazzi. Adesso avvicinatevi tutti, e guardate questi visi del passato. Li avrete visti mille volte, ma non credo che li abbiate mai guardati. Non sono molto diversi da voi, vero? Stesso taglio di capelli, pieni di ormoni, come voi, invincibili, come vi sentite voi. Il mondo è la loro ostrica, pensano di essere destinati a grandi cose, come molti di voi, i loro occhi sono pieni di speranza, proprio come i vostri. Avranno atteso finche non è stato troppo tardi per realizzare almeno un briciolo del loro potenziale? Perché vedete, questi ragazzi ora, sono concime per i fiori. Ma se ascoltate con attenzione, li sentirete bisbigliare il loro monito: carpe… carpe diem… cogliete l'attimo, ragazzi… rendete straordinaria la vostra vita.

Chris

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La pellicola a spicchi: 3° Spicchio



Oggi vi voglio parlare di due film che hanno come protagonista il coach. E che coach !!


Durata: 108'
Anno: 1994

Pete Belt (Nick Nolte) è l'allenatore di una squadra di college americano - i Western University Dolphins - e dopo una stagione da dimenticare si ritrova sotto pressione e in una posizione molto scomoda.

Per risollevare le sorti della sua squadra decide di ingaggiare dei giocatori che gli permettano di fare un salto di qualità senza andare contro le regole della lega, cioè senza fare "regali" ai giocatori.

Quelli che cercherà di convincere a giocare per la sua squadra sono: Butch McRae (Penny Hardaway), stella emergente di Chicago in cerca di una casa, di un lavoro e alla prese con una madre molto tosta; Ricky Roe, figlio di contadini dell'Indiana che fanno richiesta di  un semplice trattore; infine Neon Boudeaux (Shaquille O'Neal) giocatore sconosciuto della Louisiana che si dimostra essere un vero animale, uno che non schiaccia ma stupra i ferri.

Pete scenderà a compromessi con i giocatori o rimarrà fedele ai sui principi?

Nel film ci sono molti personaggi che hanno fatto la storia del basket come: Larry Bird, Bob Cousy, Bob KnightDick Vitale, Jim Boeheim, Rick FoxAllan Houston...



Regia: Thomas Carter
Durata: 136'
Anno: 2005

Tratto da una storia vera, vede come protagonista Ken Carter (Samuel L. Jackson), ex giocatore professionista che decide di allenare la squadra della Richmond High School. Questa è scuola dove lui stesso ha fatti i primi passi della sua carriera sportiva.

La squadra è formata da ragazzi che provengono da famiglie molto povere e che vivono in un quartiere non propriamente definibile "residenziale".

Coach Carter cercherà di migliorare sia il gioco di questi ragazzi, sia l'atteggiamento che questi ultimi hanno nei confronti della scuola e del loro futuro. Per fare ciò impartirà una severa disciplina e cercherà di renderli consapevoli delle loro qualità, in modo che possano ottenere una borsa di studio per il college.

Enjoy the movies.


Carlo
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